tutto il futuro
è racchiuso
nella sacra
sillaba
boh
tutto il futuro
è racchiuso
nella sacra
sillaba
boh
il gobbo muto l'ho scampato. Ho semplicemente detto al mio giovine che avrei preferito rivedere the kingdom uno e due a ruota. The kingodm (uno e due) è il capolavoro di von trier per eccellenza. Sono 5 ore circa a pellicola (quindi un totale di 10 ore, vale a dire un turno intero di lavoro più lo straordinario) rigorosamente in danese, sottotitolato. Lui ha raccolto il subliminare messaggio recandosi così in solitudine alla proiezione del muto.Trovandomi da sola nell'intimità della mia casetta ho deciso di dedicarmi alle bellezze. Le bellezze sono quelle cose che ogni tanto fanno le femmine . Per quanto mi riguarda, mi dedico alle bellezze nel momento in cui la mia autostima da femmina è pari a quella di una merda su due zampe. come adesso.Normalmente le femmine investono buona parte del loro sudato salario per svolgere l'attività delle bellezze in centri specializzati. Ma siccome io non c'ho una lira e il mio tfr è già ipotecato per il giorno in cui dovrò pagare la cauzione del mio cane , preferisco adoperarmi alle bellezze nella mia cucina utilizzando il materiale che ho a disposizione. nell'ordine:
una pentola di acqua bollente con bicarbonato - (dilata i pori e spurga le schifezze)
olio di semi di girasole - (nutre i capelli. tieni presente che resterai unta come de michelis per le prossime tre settimane)
yogurt e polenta - (ti strigli come un cavallo dopodichè sarai morbida e setosa come un coniglietto d'angora)
polvere d'argilla - ( con acqua miele e una goccia di limone applichi sul viso e lasci asciugare. poi prendi uno scalpello e scrosti facendo attenzione a non rimuove parti di epidermide viva) .
depilazione - (tecnica mista o comunque a piacere)
Quest'ultima è una pratica che io non manco mai di svolgere dal giorno in cui mentre mi recavo al lavoro su il mio super scarabeo con parabrezza, una folata di vento a 70 km all'ora mi sollevò da terra come un ucellino per riconsegnarmi all'asfalto qualche metro piu avanti. Così che io mi ruppi una gamba e fui portata al pronto soccorso. Mentre il giovane Kilder dallo sguardo languido del pronto soccorso mi sfilava i jeans mi accorsi che non solo avevo un calzino bucato ma anche che negli ultimi sei mesi mi ero totalemente dimenticata di svolgere quell' operazione che permette alle gambe delle femmine di differenziarsi da quelle dei maschi . In quel momento accanto al mio lettino apparve la mia defunta e amatissima nonna pronunciando le seguenti parole : cosa ti avevo detto? bisogna sempre essere in ordine che non si sa mai che puoi finire all'ospedale!.
Ero quindi in accoppatoio, con la testa avvolta in metri di pellicola domopack trasparente e la faccia immobilizzata da una crosta d'argilla quando suonò il campanello. cazzo . era Beppe il vicino alcolizzato. Non riuscendo a comunicare verbalmente da dietro la porta a causa della mia momentanea paralisi facciale, ho dovuto per forza aprire . Per fortuna beppe aveva l'aria di essere già non del tutto sobrio quindi sembrava non essersi accorto di nulla. Oddio un sospettino deve averlo ad un certo punto colto, un pensiero dei tipo ... 'hmmm.. c'è qualcosa di diverso' deve essergli per un attimo balenato nel cervello, ma essendo che i capelli erano avvolti in un turbante di domopack non ha potuto pronunciare la frase..' ma hai tagliato i capelli?'.
" ho saputo di ciro. volevo dirti che qualsiasi cosa non ti devi preoccupare. andiamo anche in tribunale. pago io. adesso, può venire un pò a casa mia ?". non potendo formulare frasi articolate ho solo dato una pacca sulla spalla di beppe in segno di riconoscenza e ho chinato la testa scuotendola un pò per comunicargli che era meglio di no . dopodichè ho alzato un cinque in segno di saluto con la mano per aria e ho richiuso la porta. Bisogna dire che io e beppe abbiamo una cosa in sospeso. Per via di questa cosa lui sente di essere in debito con me, anche se in realtà sono io ad essere in debito con lui. Ciro infatti ha fatto saltare dalla sua cucina per poi fuggire con uno scatto degno di un rugbista che si lancia verso la meta: un fagiano spiumato e frollato, un orata da 2 chili, mezzo chilo di ricotta siciliana, un paio di metri di salame piccante calabrese. Questo ultimo fu causa di notte di grande timore e veglia sulla bestia. Ero infatti convinta che con due metri di salame piccante nel pancino, ciro avrebbe almeno iniziato a girare la testa come la bambina dell'esorcista pronunciando guaiti in aramaico. Nulla di tutto questo, dormì beato come un gesù bambino anche quella notte. Il fatto che abbiamo in sospeso (cioè di cui lui tutt'ora si sente responsabilie ma che io ho ben metabolizzato elaborato e ormai anche definitivamente espulso) risale a un anno e emzzo fà. Era giugno e c'erano gli europei. Io ricevetti una telefonata che mi comunicava una notizia molto triste. Piansi a lungo e mi disperai . Dopodichè decisi di uscire per fare una passeggiata . Con gli occhi gonfi e svuotata da tutte le lacrime che avevo appena pianto, passai davanti alla casa di beppe, la porta era aperta , ciro e beppe nel soggiorno guardavano la partita. feci capolino, chiamai ciro e salutai il beppe che mi invitò ad entrare. Siccome era già un po che il beppe mi lanciava strani sorrisi sornioni e lunghe languide occhiate maliziose, me ne restai per un attimo lì sul chi va là. Poi vidi la sua dentiera appoggiata sul tavolo e siccome io dispongo di un animo molto sensibile in grado di intenerirsi profondamnete davanti alle debolezze umane, entrai. Beppe prese al volo la sua dentiera e altrettanto al volo se la infilò. Questo gesto, proprio davanti ai miei occhi, era la regola non scritta che tu sei vecchio io sono giovane quindi entro solo perché mi sei simpatico e mi fai anche tenerezza. Non appena mi accomodai beppe mi chiese se volevo bere qualcosa. dato il mio stato d'animo profondamente in subbuglio per la triste notizia gli chiesi qualcosa di forte. Beppe mi versò un wisky dopodichè con un balzo felino mi zompò addosso. Furono attimi di incredulità, mista a puro schifo, mista a terrore. Naturalmente il mio cane svaccato sul tappeto non percepì il mio disagio , non corse a salvarmi, anzi se possibile finse addirittura indifferenza. Ovviamente scappai, tornai indietro a chiamare quel cretino del mio cane, e di nuovo scappai. Il beppe restò lì impalato con la sua dentiera. Il giorno dopo trovai sul mio motorino un bigliettino di scuse che recitava così : ripeti con me beppe sei un cretino beppe sei un cretino beppe sei un cretino... ebbene sì, caro beppe, sei proprio un cretino. Nei giorni a venire impedii a ciro di uscire la sera per il terrore che potesse essere preso in ostaggio dal beppe o roba del genere. Dopo qualche settimana il beppe mi telefonò per chiedermi scusa di persona ma sopratutto per pregarmi di non privarlo delle visite di ciro. e così fu. Sempre per via di quel mio difetto di eccessiva sensibilità e inclinazione al sentimento della compassione.
Questa notte invece mi sono svegliata di colpo, col cuore che batteva a 2000 e un grido strozzato nella gola. ho avuto un incubino. Nello stesso momento anche Ciro di colpo si è svegliato abbaiando e ringhiando. Questo forse conferma la teoria che i cani avvertono la paura dei loro padroni, almeno nei sogni.
questa sera per amore del mio giovine compagno dovrei assistere alla proiezione de 'il gobbo di notre dame'. pellicola muta dell'anno 1923.
io penso che per amore, e giusto per non interrompere questo filone eros gastronomico, mi farei anche legare su un carrello di bolliti misti interamente ricoperta di salsa verde (cani al guinzaglio. pls).
ma ti prego, amore mio, il gobbo muto quello no.
Lezioni di tango . al sugo
Ieri ho rivisto 'Lezioni di tango' dopodichè, nell'intimità del mio lettino, ho pensato che io Pablo Veron lo spalmerei di sugo d'arrosto. Ma prima chiudo ciro sul balcone.
non riesco a tenere su la testa. come se una presenza invisibile e misteriosa mi avesse di colpo rotto l'osso del collo. penzolo. devo riuscire a tarscinarmi fino alle sei. ancora tre ore. tre ore. santiddio.
Ho un testino di capelli spaventati, indomabili. Ho dovuto infilare una fascia elastica che li tiene giu schiacciati. Ma loro, i ribelli, si dimenano, cercano vie di fuga . Sembro una pazza, potrei infilarmi un paio di calzettoni di lana e in ciabatte salire su un autobus e poi così dal nulla tutto d'un tratto mettermi a cantare. La gente resterebbe lì per lì un pò stupita. Poi mi darebbe un'occhiata veloce dalla testa ai piedi : capelli da pazza + scarpe da pazza = ok questa è pazza. Allora mi guarderebbero come si guardano i pazzi, con quell'aria mista ad imbarazzo e compassione.
Non vedo l'ora di essere a casa . non vedo l'ora di affondare le mani in quel mezzo chilo di trita che mi aspetta nel frigo. voglio farne polpette! piccole rotonde palline da far rotolare nei semi di sesamo , che restano lì, appicicati, come un mosaico da indorare nell'olio bollente. Anche io, come i mei capelli, in fondo non cerco altro che una via di fuga.
Il fatto è che io ho sempre avuto una passione per gli animali, mi sono sempre piaciuti. In tutti i sensi. Da bambina mi nutrivo di piccole formiche (salatine) e una volta ho provato anche un ragno, ma solo dopo avergli staccato le zampine. Una cosa abbastanza schifittosa , lo riconosco. Ma era troppo grande la voglia di scoprire di cosa mai sapessero quelle bestiole. Crescendo la mia necessità di conoscenza passò dalla via orale a quella tattile. avevo bisogno di toccare. Ero molto affascinata dai piccioni, dai tordi, dalle rondini, dai passerotti. Insomma dai volatili tutti. Con i loro occhietti a spillo e quella pancia bella tonda. Così mi ingegnai per la cattura, e disseminai carta moschicida su tutto il balcone cospargendola di briciole di pane. Mi posi anche il problema del come avrei fatto poi, una volta acchiappato, a staccare le zampine delicate da quella carta appicciosa. Nulla, avrei semplicemente ritagliato due bei quadratini intorno alle loro zampette ottendendo così un piccione (o un tordo o una rondine o un passerotto) con le pattine.Ma il buondio vegliò sulle sue creature del cielo facendo sì che mai nessuno di quegli esserini finisse prigioniero in un appartamento al quarto piano, per giunta in pattine . Nel frattempo mi orientavo su tutto quello che abitava, strisciava nei prati. rane e lumache. Le disponevo in scatole di cartone dove mi premuravo di fare tanti buchi con la forbice così che loro potessero respirare. Dopo un primo macabro incidente, adottai il sistema 'fare i buchi con la forbice e POI mettere dentro gli animali'. Le scatole venivano poste, in gran segreto, sotto il tavolo del balcone. E li si svolgevano i miei giochi . Le rane venivano fatte gareggiare tra loro. Le più fortunate finivano al terzo piano sul balcone della Signora Giovanna mentre le più sfortunate arrivavano dritte dritte al secondo piano sul balcone pattugliato da ORCO. Un gatto castrato grosso come maiale e incazzato come un toro. le lumache venivano invece lasciate deambulare liberamente. Con loro il gioco era unicamente a scopo scientifico. Pura osservazione. I piccoli abitanti del mio regno sparirono improvvisamente il giorno in cui la Signora Giovanna del terzo piano lamentò una pioggia di rane sulla biancheria appena stesa. Mio padre giustificò l'improvvisa sparizione dicendomi che le bestiole avevano scelto la libertà buttandosi giù dal balcone,non a casa della Signora Giovanna ne tantomeno sul balcone di orco ma bensì nel giardino sotto casa. Grande fu la mia sorpresa quando , ormai rassegnata, entrai in bagno e vidi le mie lumachine risalire lente lente su per il gabinetto. Discutemmo a lungo riguardo al da farsi, fin tanto che mio padre mi convinse a riportarle giu nel prato. sai che fatica per queste povere lumachine ogni mattina buttarsi giu dal balcone e tornare su per il gabinetto? me ne convinsi. A patto che in cambio, mi fosse dato un qualche altro animaletto. Arrivarono le tartarughine. due piccole tartarughine d'acqua. Le tartarughine d'acqua erano ospitate in una bella vaschetta di plastica colorata e avevano anche un palma sulla quale arrampicarsi. facevano solo questo, le tartarughine. e infatti mi annoiavano. sempre appese a quella palma. L'unica cosa divertente era quando andavano in immersione , che dai buchi del naso uscivano le bollicine. Così giocavo a fargli fare le immersioni tenendole piagiate sul fondo della vaschetta. ma presto anche quel gioco mi stufò. mi stufò talemente tanto che delle tartarughine me ne dimenticati completamente. Solo che me ne dimenticai intorno a ferragosto, sul balcone, quando la temperatura della metropoli dove allora abitavo sfiorava i 40 gradi. Fu un episodio veramente infame, quello. A tutt'oggi non riesco a perdonarmelo. Bene, vie le tartarughine adesso voglio un animale con il pelo. di cani e gatti non se ne parlava proprio. quelli erano roba proibita nella mia casa. sognavo un cane più di ogni altra cosa, ma niente. niente da fare. così andai al negozio di animali dietro casa e comprai un criceto. comprai il criceto piu brutto e piu grasso che c'era nel negozio. probabilmente era anche in saldo. E' che non me ne fregava niente di quei graziosi cricetini piccolini, io volevo qualcosa di consistente da tenere fra le mani. e lui doveva pesare più o meno come orco, il gatto del secondo piano. Ho amato tantssimo quella bestiola, finalmente la prima a sangue caldo. Lo rimpinzavo di ogni bendiddio e lui mai che disdegnasse di mettere in cambusa . Riempiva le sue guance come fossero palloni. e poi mi guardava con quegli occhietti tondi e vispi e muoveva i baffi. Come arrivavo davanti alla sua gabbietta lui immediatamente correva alle sbarre e veniva a salutarmi. speranzoso di ricevere qualche semino o qualche avanzo di bistecca. quando infilavo dentro il dito lui si irrigidiva e si buttava a terra per farsi grattare. restava lì, fermo immobile con gli occhi socchiusi a farsi coccolare. Poi una sera prima di andare a dormire andai in bagno, come ogni sera prima di andare a dormire, per dargli la buonanotte. Quella sera non corse a salutarmi. Se ne stava lì, in un angolo della gabbietta, tutto indaffarato. Dal fondo della pancia gli spuntava una linguetta rosa rosa e lui muoveva le sue zampette attorno a quella linguetta rosa rosa. lo faceva velocissimo. Andai da mio padre e gli dissi che ugo, il criceto, aveva bisogno di una moglie. Naturlamente Ugo morì in completa solitudine. E come il vecchio Onan, si limitò a spargere il suo seme al vento. Con l'arrivo della maggiore età arrivò il mio primo cane. Otto. Un labrador . anzi, Il Labrador. Otto è stato l'esemplare di Labrador più bello che abbia mai messo piede su questa terra. Lui era diverso. Non era a forma di scaldabagno come quelli che si vedono oggi in giro. Era alto, slanciato, bianco come la neve , aveva grandi occhi marroni e ciglia lunghissime. Da subito Otto manifestò una certa inclinazione per la voracità. Ingurgitava tutto quello che gli capitava sotto il naso. Da cucciolo fece una scorpacciata di gessetti colorati distribunedo sulle aiuole del condominio graziosissimi stronzetti psichedelici. Sfiorò l'impossibile quando si inglobò un mio reggiseno,uno di quelli coi gancetti. Fu alquanto bizzaro il momento in cui decise di liebrarsene tentando di depositarlo davanti al portone di casa. Ricordo ancora la faccia del povero vicino a cui toccò di prestarmi aiuto. lei lo tenga per la testa! dicevo io mentre aiutandomi col piede fisso a terra sulla prima spallina, tentavo di agevolarne l'espulsione. Un episodio simile si ripetè il giorno che Otto mangiò un paio di mei collant. Finsi indifferenza e continuai la passeggiata fino a casa mentre dal suo sedere penzolava un pedalino. Questa volta però conclusi l'operazione di espulsione nell'intimità delle nostre quattro mura. Di una cosa però andavo molto fiera, che per via di questa sua attitudine, la prima parola che Otto imparò fu 'sputa'. e la imparò per davvero. Tanto che sputava a comando. E andare in giro con un cane che sputava a comando mi riempiva di un certo orgoglio. Questa posso dire essere l'unica cosa che Otto imparò. Per il resto vigeva l'anarchia. Otto faceva unicamente quello che voleva. Usciva quando voleva, andava dove voleva, tornava quando voleva. Nella sua testolina di cagnino anarchico non esistevano regole alcune. La cosa che detestava di più in assoluto era il guinzaglio. Non c'era verso di condurlo come un cane normale. Lui o mi trascinava,spesso anche lunga diritta distesa per terra, o si bloccava come una statua di sale. e da lì non si muoveva più.Non c'era verso di schiodarlo. Ma non solo, Otto dettava legge anche a casa. Tipo, se c'era una cosa che lui non sopportava erano gli ospiti. A lui non andava proprio giù questa cosa di avere gente per casa. Chiunque venisse dopo 5 minuti si trovava davanti il muso di un cane grande come un pony che intonava una litania lenta e infinita di UOH UOH UOH UOH... fintanto che il gentile ospite, stremato , non si congedava. Allora Otto ritrovava finalmente la sua pace e si acciambellava nella cuccia , sospirando. Che metodo di addestramento usi? mi chiedevano gli amici affascinati da cotanta ubbidienza. Otto mi lasciò in una notte di luna piena, si addormentò nel suo angolo di giardino preferito dopo aver consumato il suo piatto più amato.la trippa. Poi arrivò Gattìn . Un gatto fatto a strisce bianche e arancioni. attenta ai gatti rossi! mi hanno detto. lo so lo so... anche otto aveva un gatto rosso. La nina. La nina è stata l'unica a cui otto abbia mai ubbidito. Lo faceva marciare dritto come un fuso, lei. Se tu metti un gatto rosso in mezzo a una banda di gatti, nel giro di un amen lui ne diventa il capo. Infatti da lì a poco Gattìn fece sparire tutti i gatti che bazzicavano nel circondario, restando da solo come un pirla. Ogni tanto spariva per tornare, dopo giorni, gonfio di botte. con brandelli di pelle penzolanti e puzzolenti che mi toccava ogni volta dover curare. Così un bel giorno nell'ambulatorio del veterinario, Gattìn ha detto ciao ciao una volta e per tutte alla sua felina virilità. Devo dire che a differenza di quel che si pensa, non è cambiato molto. Anzi, forse ci ha guadagnato. Adesso è la mascotte di alcune vecchine che abitano la zona. Ho scoperto infatti che dispone, in diverse case, non solo di una poltrona tutta sua ma anche di una ciotolina che non manca mai di essere rifocillata. E infine arriva Ciro. Ciro "o' scugnizzo" spunta dritto dritto da un bidone della spazzatura . Qualcuno deve aver fatto confusione mentre divideva i sacchetti per la raccolta differenziata, così che lui ci è finito dentro ,a uno di quei sacchetti. Ma per fortuna sua sono arrivata io. Vieni piccolino... ho detto a quell'ammasso di pelo arruffato che era la cosa più puzzolente che mi fosse mai capitato di incontrare. A te ci penso io. Vedrai, staremo bene insieme. Dispongo di un infallibile e ormai universalmente riconosciuto metodo di addestramento. Sono sicura che ti piacerà.
Oggi sul rettilineo ho messo la quarta e ho superato per la prima volta un mezzo che non fosse un ciclista o un ape piaggio. Ho superato amerigo alla guida del suo trombolino. il trombolino di amerigo è una di quelle macchinine che si guidano senza patente, la sua è azzurro cicche brookling allo yogurt. amerigo è un ragazzotto di trentanni circa, e vive in un mondo tutto suo. Un giorno col suo trombolino ha steso un ciclista. "Gli sono passato sopra" . ha detto in preda all'eccitazione . "e il bastardo si è aggrappato alla coppa dell'olio e me l'ha staccata". ha aggiunto mimando le mani del ciclista attaccate alla coppa dell'olio .
una due giorni di sana pigrizia. ho consacrato il mio week end alla beata nullafacenza. mi sono trascinata dal letto al divano, e viceversa, strisciando come un marins. ho vegetato avvolta in un plaid come un piccolo bozzolo in attesa di schiudere. Mi sono nutrita di uova strapazzate pane tostato e spremuta d'arancia. il tutto rigorosamente servito , a letto. una principessa. ho deambulato il minimo indispensabile, leggiucchiato qualche pagina di un libro nuovo nuovo (zuppa di vetro - mah...), visto zero tv. preso un sacco di baci.
che meraviglia.
you cant always get what you want.......
(questa canzone è bellisima).
è stata una notte tormentata.
ciro che rischia i domiciliari e io che mentre faccio shooping in una metropoli giapponese vengo svegliata dal giovane fidanzato al mio fianco che nel cuore della notte mi chiede se per caso voglio diventare la sua sposa. E adesso chissà quando ci ritorno in giappone.
ho comunque ristabilito gli equilibri questa mattina appena sveglia piantando un gran casino perché si era scordato di mettere su il mio personal bricchetto di caffè mentre io dormivo i famosi ancora 10 minuti, quando lui era sveglio da più di un ora , aveva servito la colazione alle bestiole, ramazzato la cucina, e la sua tazza di te era già lì bella fumante.
insomma, tempi duri per noi moscerini dell'aceto.
Ho appena redatto la risposta alla raccomandata ricevuta ieri. ora la manderò al mio avvocato. anche se io non ho un vero e prorpio un avvocato. Quindi chiederò consiglio all'unico amico avvocato che ho, tal Enraz del centro ciocchi savona. Quello del AOAOAOA. Il quale, con buona probabilità, mi risponderà di battermene la ciolla. AOAOAOA.
copio e incollo la mia letterina. per caso dovesse passare di quì un (vero) avvocato, accetto eventuali consulenze, aggratis.
Benché io non abbia assolutamente idea di chi Lei sia, ricordo che la sera del 2 ottobre C.A., verso le 21.30, mi recavo insieme al cane di mia proprietà nel mio garage posto nell’area del cortile condominiale, mentre due figure percorrevano la strada che porta al cancello. Al sopraggiungere di queste persone il cane, scodinzolando,gli è andato incontro. A tal proposito mi permetto di farle presente che Lei ha un’ idea del tutto opinabile dell’espressione “caricata e assalita”. Non ho ritenuto opportuno richiamarlo perché l’animale non ha fatto nemmeno in tempo a raggiungerla , infatti al suo grido è immediatamente corso da me nel garage, e da lì non si è più mosso. Contrariamente a quanto Lei sostiene, mi pare di essere intervenuta, ricordo infatti di averle detto "Signora stia calma il cane è qui con me , manco la guarda".
Sono altresì certa che l’animale non si sia permesso di alzare neanche una zampa. A conferma di questo ne deduco che se la bestia l’avesse anche solo lievemente graffiata lei non avrebbe mancato, giustamente , di farmelo presente al momento.
Per chiarezza di informazione e per essere sicuri che ci riferiamo allo stesso episodio, ricordo che la persona che al momento l’accompagnava (un uomo) inveiva a gran voce bestemmiando a più non posso, ledendo così la mia sensibilità e quella dei condomini nel raggio di 200 metri.Ecco perché non mi sento nella posizione di prendere da Voi lezioni di educazione e di civiltà. Al di là di questa mia considerazione personale, vengo ora a conoscenza di un suo passato trauma causato, giustappunto, da un cane. Sinceramente dispiaciuta per questo suo trascorso, che sicuramente giustifica una reazione così esagerata, mi scuso per il danno che involontariamente le ho arrecato. Le do parola che sarà mia premura fare in modo che il cane non si aggiri più nell’ambito delle zona condominiale senza guinzaglio. Nulla posso fare per la museruola. Infatti, essendo un animale di indole assolutamente mansueta e non mordace, e non rientrando nelle categorie espressamente indicate nel decreto che ne stabilisce l’obbligo, ciò non è previsto. Sia dalla legge stessa che dal mio buonsenso.
Per concludere, sorvolo sulla questione guardie del corpo in quanto sfugge totalmente alla mia capacità di comprensione. Ciò non toglie, ovviamente, che per sua maggiore sicurezza e tranquillità, Lei sia libera di circolare per la zona adiacente al condominio circondata dalla squadra dei GIANT al completo.
Cordialmente.