venerdì, dicembre 23, 2005

Il 25 del mese.

 Nessuna guerra televisiva con cui banchettare allegramente quest’anno.

 Neppure cadute di storici muri di cui gioire, solo una protesta, a Belgrado, peraltro

 tardiva per smuovere afflati di partecipazione ideale. Resta uno sterminio per fame in qualche posto laggiù nella savana. Troppo poco per stimolare la sfacciata ingordigia e le insensate abbuffate del vituperato occidentale.

 Ho deciso: in tempi di cerchi e botti, di compromessi insomma, ne farò uno con me stesso il 25 del mese.

 Non santificherò ciò che non  mi appartiene, ma un 20 minuti di Petrucciani non me li toglie nessuno, perché se Dio esiste e suona il piano, suonerebbe come Michel.

 Mi asterrò dal sacramentare ai jingles del mio cattolicissimo vicino, quantunque ben eseguiti alla tastiera, non ho mai capito perché li debba puntualmente elargire alle 9 del mattino.

 Mangerò poco per placare la mia ipocrita coscienza, ma non rinuncerò al baccalà in umido con una buona bottiglia di vino bianco secco.

 Sopporterò con stanca rassegnazione l’usuale scalpiccio per le scale condominiali prima e dopo la mezzanotte.

 Non ficcherò le dita negli occhi al primo malcapitato che oserà apostrofarmi con un augurio che sa di stantio.

 Da ultimo: non calpesterò quello strano insetto dal dorso marron, a forma di rombo, dal ventre verdognolo, con un paio di piccole antenne divaricate protese in avanti, che da qualche tempo se ne va zampettando apparentemente senza meta sul pavimento sporco della cucina. Non lo calpesterò. No, lo solleverò delicatamente fra indice e pollice. Lo degnerò d’un lungo sguardo serioso da entomologo, e poi lo inghiottirò.

 Vivo.

 (del poeta Dino Cervetto. che purtroppo io non ho conosciuto).

 

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venerdì, dicembre 16, 2005

ho appena trovato alloggio in un casale alle porte di siena per trascorrere 3 notti a cavallo con la fine dell'anno . se qualche buongustaio che ha battuto la zona passasse da qui,  sono gradite segnalazioni di punti di ristoro ove vale la pena sostare.

ringraziando anticipatamente.

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mercoledì, dicembre 14, 2005

sto seriamente valutando la possibilità, col nuovo anno, di diventare vegetariana. Ci penserò meglio questa sera, dopo cena, a pancia bella piena. che mio papà mi fa la casseula.

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martedì, dicembre 13, 2005

ho saccheggiato il negozio di ricordi dove spacciano cd a 5 euro. ho tenuto stretto al petto un vecchio luigi tenco e dopo averlo a lungo accarezzato ho detto 'lo voglio' . e così l'ho fatto mio. ho acquistato la discografia completa degli smiths che ormai le cassette si sono smagnetizzate. ho danzato e danzato e danzato in totale solitudine nel mio soggiorno sulle note di 'barberism begins at home' circondata da bianche lucine intermittenti . ho comprato bianche lucine intermittenti che ho disposto intorno a ogni dove, e una tendina di stelle luminose che ho sistemato dietro al mio letto. ho rubato all'ikea un pupazzetto burattino fatto a principessa con tanto di corona e l'ho sistemato sopra al mio letto, in mezzo alle stelle luminose. ho confezionato piccoli e grandi regali e li ho disposti in bell'ordine sotto un'alberello anch'esso avvolto da bianche lucine intermittenti. guardo quei pacchetti e già temo il doloroso momento del distacco. ho ritatagliato appiccicato e colorato la carta dei miei doni e per ognuno ho confezionato speciali bigliettini. ho mangiato un'ottima tajine di agnello e verdure a casa di un amico marocchino , il tutto annaffiato da litri di vodka che la sua compagna è polacca. ho pensato che è bella questa cosa del mix culturale , che è buona la tajine con la vodka, che sentir parlare in italiano un marocchino e una polacca innamorati è una cosa divertente, sopratutto se poi c'è tanta vodka. ho pensato che mi piacerebbe aprire un ristorante per persone sole. ma non sole nel senso di sfigate. per quelli a cui piace andare al ristorante da soli. che a me è una cosa che piace un sacco ma in Italia non lo faccio mai, mi vergogno. la gente ti guarda come una sfigata e non coglie quel sottile piacere. nel mio ristorante per chi vuole mangiare da solo e non è uno sfigato a ogni menù corrisponde una storia. un racconto da leggere. perché quando si è al ristorante da soli occorre avere qualcosa da leggere. fa parte del rito. ho pensato anche a una sceneggiatura che ce l'ho proprio qui questa storia, attorcigliata nella pancia. devo solo trovare il sistema di farla transitare per la testa e poi farla arrivare giù, fino alla punta delle dita.

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mercoledì, dicembre 07, 2005

Per trovare un pò di pace in questo periodo diciamo un attimino pensieroso, sto scrivendo un raccontino per bambini, ché i raccontini per bambini mi riescono proprio bene, sono la mia passione. il titolo è :Le avventure dell' Orco Zagor. La storia narra dell'Orco Zagor che va in russia perché adesso lì c'è un giro interessante e incontra l'Orca Matroska che è la tenutaria di un bordello di lusso. I due si innamorano. mollano la russia e il suo bordello e tornano in italia dove mettono su una rete di import - prostitute- dell'est senza malattie e fanno un sacco di soldi. poi fanno anche i bambini (no prostituiti eh, che questo è un raccontino per bambini. fanno i bambini loro, cioè si accoppiano e fanno i bambini ecco) e poi si lasciano perché è così che funziona.

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venerdì, dicembre 02, 2005

ho ricevuto il mio primo regalo di natale, un forno! mio padre mi ha fatto trovare un meraviglioso piccolo fornetto. grande quanto il dolce forno della mattel, ma del resto la mia cucina è grande quanto quella della barbi . Ho un piccolo tavolo con 7 piccole sedie e la mattina servo piccole ciambelle calde con salsa di mirtilli a 7 piccoli omini che indossano piccoli buffi cappelli e che poi se ne vanno bel belli in fila indiana fischiettando un'allegro motivetto che fa così :andiam andiam andiamo a lavorar!. (ecco! bravi! andate a lavorare! dico io salutandoli con la manina). No, mi sono persa, quella è un'altra storia. E' che sarebbe terribilmente romantico essere mantenuta da 7  piccoli ometti che si fanno il culo nel bosco per me. E oggi mi sento una forse prossima disoccupata molto romantica.

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