Mi è venuta un’ idea: Un negozio di Aquiloni.
Senti se ti piace. Una piccola bottega dove, accanto al banco di legno di ciliegio, c’è una porticina, piccina piccina.
Sarà impossibile resistere e tutti chiederanno “ma cosa c’è lì dietro?” – “C’è la casa del vento” risponderò io guardandoli e avvertendoli di piegare la testa per non farsi male.
“Ma ci stiamo tutti o entriamo uno alla volta?” mi domanderanno loro un po’ preoccupati. – sì, perché il mio negozio di aquiloni sarà sempre pieno : chi rifiuterebbe di essere aiutato a migliorare i propri sogni?.
“Tutti tutti! E ancora ne avanza!” risponderò io.
Dietro la porticina nessuno parlerà più, qualcuno sospirerà così “Ohhhh” , qualcun altro salterà un battito e gli parrà d’essere un aviatore, i più perplessi, i più duri di cuore, avranno una piccola lacrima salata che il vento asciugherà prontamente non prima però di aver fatto loro sentire il sapore di un tempo felice, ormai dimenticato.
Nella grande sala dai soffitti infiniti, a più altezze oscillanti, gli aquiloni si faranno compagnia cullandosi impercettibilmente , e sotto ognuno di loro, come il cartellino dell’unico vero possibile prezzo, legata da una cordicella di nylon e stesa da due bacchette di rovere, una poesia spiegherà come si può far felice quell’aquilone.
Ecco , ad esempio, un aquilone ‘ballerina’. Si chiama così per via delle sue lunghe code , per disegnare figure nel cielo. Figure improvvisate che si trasformano da istante a istante per semplice volere del vento. Come un tango. Un tango tra l’aquilone ballerina e il vento. Ma un tango felice però.
Mi chiedo se per davvero , nella realtà quella vera, dove ad ogni aquilone corrisponde un cartellino con un prezzo vero, fatto di numeri e non di lettere, se in quella realtà il mio negozio di aquiloni potrebbe mai funzionare.
Proviamo a fare una piccola analisi.
Il cliente : chi potrebbe mai volere un Aquilone? Un bambino? Ma perché, esistono ancora bambini con il naso puntato verso il cielo? Che domande, certo che esistono!. Ed esisteranno sempre , fintanto che esisteranno i bambini, che non mancheranno mai di esistere. Quindi la risposta è SI.
Ecco , dunque, che abbiamo trovato qualcuno che vuole un aquilone ballerina. O un aquilone tigre, questo poi dipenderà da lui.
Il bambino passando per quella piccola stradina scorge da una porticina di legno verde la testa fiera di un aquilone tigre (bene, così quello ballerina potrà restare ancora un po’ con me) e pensa che quello lì ,lassù, nel cielo, deve fare paura pure ai piccioni.
Allora il bambino punta i suoi piedini ma la mamma lo tira per il polso , è ora di andare , siamo di fretta , bisogna prendere l’autostrada prima che ci sia la coda! Del resto abbiamo visto abbastanza , in questa domenica di gita. Pinguini con uno strano anello colorato stretto intorno alle zampette , foche, delfini, addirittura gli squali!
Tutti ben sigillati nelle loro grandi vasche.
Bisogna proprio andare via, è ora di tornare a casa.
Il fatto è che il bambino quell’aquilone tigre non riesce proprio a levarselo dalla testa. Quasi come gli occhi della foca, che però lei non è che se la può comprare e portare a casa. E poi non saprebbe neanche dove metterla.
Ma l’aquilone tigre quello invece sì.
Per avere un aquilone bisogna ,tanto per incominciare, avere dei soldini e per avere dei soldini bisogna chiedere al Papà.
Il Papà è seduto sulla sua poltrona con il suo giornale quello che compra tutte le mattine ma che non trova mai un po’ di tempo per leggere e allora quando arriva a casa se ne sta lì sulla sua poltrona con il suo giornale.
Ed è meglio rimandare, quando è così nessuno lo può disturbare , solo la mamma. Ma solo per le cose importanti. Come quella sera che la cucina ha preso fuoco perché lei chiacchierando con la zia al telefono si era dimenticata del soffritto e poi il fuoco ha preso le tende e stava per arrivare fino alla poltrona di Papà. Ma la mamma lo ha disturbato in tempo.
Dopo il giornale il bambino lancia la sua richiesta, il Papà raccoglie, valuta l’offerta , analizza la validità dell’investimento, e poi pensa….
Un aquilone? Ma perché un aquilone? Adesso che è uscito il pupazzo Eminem , quello di cui parlano tutti, quello con la maschera e gli accessori… anche la sega elettrica.
Penserà allora che il suo bambino è proprio strano, e che un giorno ,se và avanti così ,sicuramente gli darà delle preoccupazioni.
E poi ritorna all’ aquilone.
Già, ma un aquilone per volare ha bisogno del vento. E noi viviamo in città. E qui c’è una crosta di cielo talmente spessa e grigia che il vento neanche riesce a passare.
Sta a vedere che poi questo piccoletto ogni santadomenica mi si attacca ai pantaloni perché vuole essere caricato sulla macchina e portato chissà dove per cercare il vento!
Senti piccolo, l ‘aquilone è meglio di no. Però se vuoi dico alla mamma di comprarti il pupazzo Eminem, sì! quello con la sega elettrica!
Ed ecco che così, mi sono giocata il mio primo piccolo cliente.
E allora i casi sono due:
uno- O posso contare solo sui bambini quelli che vivono sotto un cielo dove il vento riesce ancora a passare…
(però non sarebbe giusto per tutti gli altri…)
due- Oppure lo costruisco io un pupazzo Eminem, ma gigante però , con tanto di sega elettrica , gigante pure lei , e poi gli dico “Hei pupazzo Eminem.. lo vedi quel Papà??… bè … lui dice che sei frocio!”.