Ho letto questo libro di questa blogger che è Pulsatilla. Pulsatilla è stato forse il primo blog, da quando ho scoperto il mondo dei blog, che ho iniziato a leggere. Lo leggevo perché lei, questa blogger, a differenza della maggioranza degli altri blogger, aveva qualcosa da raccontare. e a me piace leggere.
Io, a differenza di pulsatilla che è davvero una blogger, anzi diciamo come si dice una blogstar, non sono una blogger per niente. anche se questo dove a volte scrivo è a tutti gli effetti un blog. io non lo vivo come un blog. non ho granchè da raccontare, e da grande non voglio fare la scrittrice. non cerco amici. ne tanto meno amanti. vivo questo spazio gratis come una semplice piccola finestrella dove ci faccio un pò quello che voglio quando voglio senza preoccuparmi di chi lo leggerà, di quanti , di come , di quando e di perché. in sostanza non me ne frega una cippa del blog.
Nella piccola libreria del paese sventolava appeso in aria un manifesto con scritto "è arrivata pulsatilla!". una qualsiasi persona cioè chi non ha un blog o anche chi un blog ce l'ha ma non conosce pulsatilla avrebbe semplicemente pensato e chi cazzo è pulsatilla, ma io che pulsatilla l'ho letta sul suo blog ho invece pensato che castelvecchi deve aver fatto un discreto investimento per arrivare a stampare pure i manifesti . e se per la sconosciuta pulsatilla s'è messo a stampare manifesti chissà per il famoso califfo e il suo kamasutra che diavolo avrà mai escogitato questogranfiutolungo di castelvecchi! che non è proprio il primo cazzone che s'è messo in testa di stampar libri, ma è una delle case editrici più vecchie d'Italia (e quì forse riesco a capire chi in tempi non sospetti esternava dissenso riguardo a certe scelte editoriali)
Poi ho preso in mano il libro e l'ho comprato col 20% di sconto . che io in quella piccola libreria godo di un trattamento speciale. Una volta tra le mani, ho capito dove castelvecchi aveva risparmiato. Parlo di carta e di qualità di stampa. insomma, di quello di cui è composto un libro. Ma un libro è sopratutto quello che contiene e così, sdraiata beata sotto il sole sul mio morbido materassino, ho letto 'la ballata delle prugne secche'. Intanto si apre con la foto di una tavola colorata e sopra in ordine sparso fette di melone colorate pure loro e colorate caramelle sparpagliate qua e là. poi ci sono colorate tazzine con fondi di caffè. e mi chiedo perché. cosa vuol rapresentare questa finta tavola, dove aleggia un finto disordine. addirittura è posta con gran cura una tazzina fintamente rovesciata. ma che senso ha. assolutamente nessuno. come tutto il resto del ibro. non è un racconto, non è un diario, non è un manuale. è un puzzle di roba messa insieme con forzata naturalezza. proprio come quella tavola. Leggendo, poi, mi affeziono in qualche modo a questa bimba che non ha il televisore. E poi diventa una bimba adulta che procede la sua beata esistenza priva di televisore. Ma poi, non so perché, forse l'autrice se ne dimentica o forse le cose son cambiate nel frattempo ma non sta scritto da nessuna parte, leggo che pulsatilla calpeseterebbe a piè pari la nonna se solo le impedisse di guardare la tal telenovela, e si aggiorna ogni domenica pomeriggio guardando la domenica sportiva per sapere cosa ha fatto la juve dato che lei ama uno che tifa la juve. mi chiedo ... embè? e ora da dove esce questa televisione? insomma. ne capo ne coda. ne piangere ne ridere. ne dolce ne amaro. davvero molto insipido. e terribilmente isterico. come quella stizza nel poter finalmente scrivere 'su un libro' che c'è 'sto figlio di papà che gioca a fare il frikkettone e che s'ammazza di seghe da mane a sera. come a dire, caro pipparolo dei mei cojoni, dopo tutti i pompini a cui paziente mi sono prodigata. mò beccati questo. tiè!. evabbè. immagino i pruriti nella comunity dei blogger, il tam tam del ma chi è ma chi sarà questo onanista ingrato e pervertito. ecco, ho pensato. questo è proprio un libro da blogger. adatto a spiriti egocentrici e voyeristi. e infatti lo si legge proprio come un blog, post a post. A parte pulsatilla in prima persona singolare unica e assoluta e una serie di cazzi e mazzi sparsi qua e là in varie forme e misure, non esiste altro filo che tenga in piedi una narrazione che di fatto in piedi non ci stà.
Ogni tanto poi succede anche qualcosa, tipo che succede che un giorno pulsatilla va dal parrucchiere ed esce fuori pettinata come una cretina. anzi, no. una mongoloide. Ecco, io non ho mai visto mongoloidi pettinati come dei cretini. Anzi, io avevo questa amica mongoloide che non solo aveva lunghi capelli lisci lisci morbidi e dorati, ma raccontava anche storie bellissime. Ad avercene , di storie così, cara pulsatilla.