mercoledì, settembre 13, 2006

zazie, esserino petulante, non si rassegna e nelle ultime 24 ore torna a far visita alla caserma della benemerita per ben 4 volte.

I piantoni , che ormai la chiamano per nome, la salutano con grandi sorrisi colmi di sostegno ed approvazione.

è evidente, infatti, che il benemerito (minchione) che le ha sfilato 191euri in un batter di ciglia, non goda di grande simpatia nemmeno tra i suoi colleghi. Quando a zazie , recatasi nella caserma subito dopo l'accaduto, è stato chiesto di descrivere l'uomo in uniforme, ella , un pò confusa, ha saputo solo squotere la testa è dire... era.... era... era... brutto! facendo  ridere piu o meno sotto i baffi i vari appuntati e marescialli riuniti intorno a lei. ma è stato il dettaglio del "brutto e pure indemoniato" che ha immeditamente svelato ai militari l'identità del collega .

zazie trova assolutamente deliziosi questi giovani ragazzi in divisa, educati, pazienti e anche spiritosi. che quasi quasi le verrebbe voglia di passarci tutti i gironi, di quà, a fare un salutino.

e infatti la mattina successiva alle ore 8,30 zazie si presenta per avere una copia del suo verbale.

"ha visto chi c'è?!" dice facendo un cenno con la testa un giovane in divisa affacciandosi alla porta della saletta dove lei paziente aspetta.

zazie allunga il collo e lo vede. è lui. l'indemoniato. che a sua volta si gira e la vede. allora avanza, verso di lei. . zazie può vedere gli occhi azzurri a fessura iniettati di sangue, e quasi le sembra di scorgere una nuovola di vapore sfiatare dalle narici.

"vorrei una copia del mio verbale, quello che Lei si è rifiutato di darmi, nonostante fosse un mio diritto, perché, mi ha detto, me lo avrebbe spedito a casa. Ho già pagato 120 euri di carroattrezzi. mi dia la copia del verbale perché non ho intenzione, oltre alla multa, di dover pagare altri 10 euri per la notifica".

Non era suggestione, l'indemoniato sfiata vapore dalle narici. per davvero.

"Lei è venuta quì a fare che cosa??!!"

"a chiedere una copia del mio verbale..."

"Lei pensa di farmi paura? eh???... pensa di venire qui a farmi paura??"

"ma lei ha una pistola. non deve avere mica paura di me . mi dia una copia del mio verbale" (questo è un pazzo..sussurra zazie girandosi verso il piantone che segue la scena impietrito.)

finalmente zazie riesce ad avere una copia del suo verbale. prima di andarsene, le viene suggerito di parlare con il comandante, riguardo all' accaduto.

zazie torna dunque per la quarta volta. adesso vuole parlare con il comandante. il quale però purtroppo non c'è. Qualcuno, tuttavia, si premura di informarla che nel frattempo c'è stato il putiferio. Pare che l'indemoniato sia stato debitamente redarguito dalle forze superiori.

zazie ringrazia di cuore i suoi amici militari che l'hanno subita con grande pazienza manifestando affetto e solidarietà.

e spera di non incontrare mai piu sulla sua strada l'indemoniato dalle narici che sfiatano. anche perché, nel caso, sarebbero gran cazzi per davvero. 

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martedì, settembre 12, 2006

zazie festeggia il suo primo anno di patente con una rimozione forzata pari a 120.000 euro di carroattrezzi + una multa per sosta vietata da euro 71.totale euri 191.000

zazie è molto contrariata.

si reca pertanto alla caserma dei carabinieri per contestare l'accaduto . ci tiene a precisare i seguenti punti : l'uomo in uniforme che stendeva il verbale invece di parlare abbaiava come un cane . inoltre, lo stesso, ha impedito  a zazie di riprendersi la macchina di sua proprietà (anche se lei ha tentato di salirci in corsa mentre la stessa veniva trascinata sul carroattrezzi) ha cacciato zazie senza neanche farle leggere (ne tantomeno firmare) il verbale. 

zazie: buongiorno

c.c: buongiorno

zazie: dunque, questa mattina un suo collega ... compagno... camerata...non so tra di voi come vi chiamate.

c.c: .collega. collega  va benissimo.

 

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mercoledì, settembre 06, 2006

sarzanacosì il weekend scorso sono andata a sarzana. che c'era questo festival della mente. sono andata per un unico preciso motivo, ascanio celestini.

Io, piu di tutto, vorrei saper raccontare le storie come sa fare celestini.

celestini ha il dono del cantastorie. non so bene se un cantastorie deve cantare oppure no. le parole, per chi le sa accordare, fanno musica anche da sole. all'epoca il mio cantastorie era una mangiadischi portatile arancione che io appoggiavo sul letto e poi spingevo dentro il disco . allora mi sdraiavo per terra con gli occhi al soffitto e a suon di parole me ne andavo a spasso , via, lontano.

celestini, un po come il mio mangiadischi portatile arancione, si siede su una sedia e inizia a raccontare. e allora ti prende per mano. ti conduce ai bordi di una storia e di colpo ti spalanca un mondo che non è solo da ascoltare. è così reale che quasi lo puoi anche toccare.

ma lui è ancora di piu del mio mangiadischi arancione. è un acrobata , un giocoliere che lancia sulla sua testa parole come fossero palle di vetro, le più delicate, oppure cerchi, o bastoni infuocati, o tutti e tre insieme. le lancia per aria e le fà volare lontano. poi le riprende sicuro . niente rimane sospeso, tutto ritorna ad un punto preciso. e allora tu resti incantato a guardare le sue evoluzioni, e quasi la testa ti gira . Ma lui è anche orafo, artigiano, gioiellere. Modella intaglia orna  e cesella di fino un'impalbabile materia.  costruisce collane di storie infilando perline sul filo dell'immaginazione.

ma è anche esploratore. ti accompagna in luoghi sperduti nel tempo e nella memoria, scoperchia bauli. e piu lui ne illumina piu se ne trovano altri da aprire . fino all'ultimo.   e tu resti  lì, che quasi ti pare di aver scoperto un tesoro e  adosso ti avvolge una  sensazione preziosa;  la meraviglia.

E' lo sconosciuto che ti porge la mano e ti invita  a danzare.  ti viene da toglier le scarpe  raccogliere l'orlo della gonna e lasciarti guidare.  lui ti fà volteggiare. e poi ridere. ridere. ridere.  restar senza fiato. di colpo ti trovi dentro a qualcosa che non sai bene come spiegare. è come sentire una mano leggera che accarezza ferite lontane. è l'eco  di voci impigliate.

non so esattamente ad un certo punto cosa diavolo mi sia andato a toccare, so che mentre gli altri ridevano io con gli occhi lucidi e spalancati deglutivo un magone.

e ancora ci penso.

postato da: biancablu alle ore 12:54 | Permalink | commenti (3)
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