biancanera cara, se tu passi di qua, sappi che non mi son dimenticata!
ero solo in altre faccende affacendata, in altri pensieri appensierata, in altre strofe arrampicata.
le 5 cose che??... non mi ricordo più! ... va bè, facciamo che è ...
le cinque cose che di me. (modalità absolut random)
- la sera, accoccolata sul divano, punto i miei piedini belli contro chi normalmente ho seduto accanto. può essere il culo di un cane, il mio, o la coscia di un uomo, sempre il mio. in assoluto automatismo, dunque senza rendermene conto, strufugno con le mie ditina ben piazzate il malcapitato, impasto come fanno i gatti. a dir la verità, l'uomo, che con delicatezza me lo ha fatto notare, dice che proprio carezzine non sono . l'effetto è piuttosto quello di due piccole scavatrici pazienti e testardine. ... tu pensa quel gran cuore del mio cane, in tutto questo tempo, mai un mugugno, quanto ha dovuto sopportare!
- spesso, nella mia vita, ho pensato di stare nel posto sbagliato. una questione propriamente urbanistica, di casa e di luogo, oltre che più intima, diciamo di anima. così, ho più volte pianificato eventuali spostamenti. dalla soffitta nel centro storico della metropoli parigina, all'ex-cotonificio dismesso in mezzo alla valle tutto da ristrutturare . ho sognato di abitare in una casa di paglia e d'argilla circondata da cespugli di menta, ma anche perché no, in qualche sobborgo newyorkese. quei palazzetti a schiera con le scale davanti. che tu ti siedi lì con le tue frittelle da sgranocchiare mentre guardi la gente passare. ultimamente, accarezzo il sogno di un trullo in terra di puglia, una casa bianca di tufo tra viti e ulivi centenari. In realtà, continuo ormai da lungo tempo ad abitare i miei 50metriquadri proprio sopra il mare. scongiurando ogni santanotte prima di dormire, che non venga uno tsunami
- uno dei mie sogni piu ricorrenti : il mare entra in casa e si porta via tutto. io mi aggrappo come posso e vedo ogni mia cosa trascinata via. (da qui lo scongiuro preghierina della sera di cui sopra)
- ho il terrore del terremoto da quando, piccoletta, mi portarono al cinema a vedere il famoso film 'terremoto'. che anche solo come era scritta quella parola, già faceva paura. così, quando il clima si alterna tra caldo freddo e quelle giornate dove non è ne caldo nè freddo ne vento nè nulla, dove tutto sembra fermo, sospeso, in attesa (e io ricordo mia nonna che diceva.. eh! questo è tempo da terremoto! diceva proprio così, mia nonna... e io tremavo di paura e mi vedevo già penzolare in qualche enorme voragine lì in mezzo alla strada). beh, in quei giorni io non sono per niente tranquilla.
tipo come oggi.
- ho da poco scoperto quanto è buona la pasta (di preferenza corta) fatta bollire con foglie di verza e cavolo nero. poi condita con un bel giro d'olio di quello buono, pepe, e tanto tanto parmigiano.
(ora, lancio a voi sparuti avventori le sorti di questa catena. come fosse un amo. anzi, facciamo un succoso frutto dolce e maturo. chiunque lo desideri , semplicemente colga. se poi dovesse cogliere anche la citazione che sta nel titolo del post, un bonus per lui. )