è piu facile per angiolina jolie adottare il quarto figlio dal vietnam, che per zazie il secondo canino dal canile.
(ne riparleremo quando il puro caso vorrà concedermi questa grazia scodinzolina).
è piu facile per angiolina jolie adottare il quarto figlio dal vietnam, che per zazie il secondo canino dal canile.
(ne riparleremo quando il puro caso vorrà concedermi questa grazia scodinzolina).
zazie ha deciso. è giunto il momento di allargare la famiglia. vuole un'altro cane. così, mentre la jolie adotta il quarto figlio dal vietnam, zazie decide di adottare un'altro cane dal canile. seguendo quella legge che da sempre organizza e dispone la sua vita, la legge del puro caso, zazie decide che il nuovo cane dovrà semplicemente capitare. solo così avrà la certezza che quello, proprio lui, è davvero quello giusto. il predestinato.
Per far sì che tutto ciò possa accadere, che anche il puro caso c'ha bisogno d'una mano, butta l'occhio giornalmente su un sito che sponsorizza cagnetti raccolti qua e là che aspettano un padrone dietro le sbarre di un canile.
quand'ecco che la vede: margherita. è lei. non c'è alcun dubbio. è proprio lei che zazie stava aspettando. zazie la ama già. zazie la ama ancora di piu quando legge che la piccolina, scaraventata giu da un auto in corsa, ha una zampetta bigia (rotta e riattaccata alla bellemeglio nel canile della asl) , dunque margherita è un po zoppetta. zazie la vuole subito, le pare quasi di non poter resistere neanche un giorno in piu della sua vita, senza margherita.
così chiama immediatamente il numero indicato. col terrore che le possano dire che margherita è gia stata scelta e non sarà mai sua, chiede con voce tremanete se fosse ancora possibile adottarla. Certo! risponde la giovane donna dall'accento partenopeo. la piccola infatti si trova a napoli. nessun problema, anche fosse a norimberga. . La giovane donna partenopea informa zazie che l'associazione presso la quale è ospitata margherita, dispone di volontari disposti ad accompagnare la piccola canina laddove verrà amorevolmente accolta. zazie non sta piu nella pelle e chiede... bene!..quando??... la faccio chiamare questa sera dalla persona che al momento ha in custodia il cane e se ne occupa personalmente. risponde.
La sera zazie neanche riesce a cenare, da tanta è l'emozione. e aspetta e aspetta e aspetta... finatanto che il telefono suona. "... il fatto è che mi sono molto affezzionata a margherita..." dice la voce che tanto zazie era ansiosa di sentire "... e non mi sento piu di darla in adozione.." ... zazie è muta. con un filo di voce sussurra... "... capisco.... cioè, veramente non capisco, non capisco perché comunque teniate attivo un annuncio se poi non avete intenzione di darla... capisco solo il fatto che lei si sia affezionata"... la signora spiega a zazie che effettivamente lei ha già 28 cani (cioè? un canile??... allora mergherita è in un canile??...) e che quindi non potrebbe tenerla ma è talmente bella e intelligente e dolce e equilibrata, che proprio non se la sente di darla via.... però, se vuole ne abbiamo altri 27 che cercano un padrone!. Sì. dice zazie. ma io voglio margherita. restano d'accordo che ci avrebbero pensato qualche giorno, tutte e due. zazie per un altro cane, la signora per rinunciare a margherita.
Ci pensi Signora... la prego , ci pensi per davvero.
lei è margherita . a cui presto daremo il benvenuto. per la gioia del Maestro.

caro avventore che giungi qua dentro cercando "i pompini della mia vicina ".
vorrei tu la conoscessi, la mia vicina .
venerdi mattina la vocina del piccolo taz dall'altra parte del telefono, annunciava piena d'orgoglio che proprio quello era il giorno del suo compleanno e ci invitava alla festa in suo onore che si sarebbe tenuta il pomeriggio successivo nel parco comunale. nel formulare questo invito ufficiale il piccolo taz si è premurato di precisare che lui, piu di tutti, desiderava fosse presente il suo amico cane ciro.
Ci saremo! abbiamo risposto noi un po commossi.
Così, venerdi pomeriggio, sono entrata in un negozio di giochi per cercare un dono adatto a celebrare i 3 anni tondi tondi del piccolo festeggiato.
da recente esperienza ricordo che il piccolo in questione è un bimbo molto vivace, intelligente, curioso, con un adorabile faccetta da delinquente e una spiccata predisposizione a far danni in generale.
mi sono aggirata tra scaffali di kit completo ninja da combattimento con tanto di bandana nera (e mettigli pure una bandana nera, al piccolo taz) pistole fucili macchine ruspe gru ed elicotteri. che meraviglia i giochi dei maschi. mica come noi femmine costrette a giocare con le barbie.
Io, non avendo avuto in dotazione ne la casa rosa con l'ascensore ne il castello delle feste ne la spider capottabile ne la piscina col trampolino ne la sauna con la talassoterapia , dovevo ingegnarmi per far divertire la mia bionda pupazzetta, la quale finiva puntualmente con le sue gambe snodabili all'aria sottomessa dai vari big e ken, interi eserciti di soldatini non importa di quale fazione, l'allevamento completo dei magic mini poni fatati, e pure tanya,quella sottomarca di cuginetta nana. nei miei giochi di bambina simulavo senza malizia alcuna un repertorio di variegate situazioni da far impallidire cicciolina e tutte le discepole sue. solo fiammiferino veniva risparmiato da questi bizzarri teatrini. che lui era piccolo, e i piccoli vanno lasciati pisolare beati e ben protetti nella loro scatoletta di cerini. guai a disturbarli.
Sono indecisa tra la ruspa e l'elicottero militare con le luci e le pale che girano. Scarto l'elicottero militare. Non vorrei urtare la sensibilità di mamma taz. giovane e graziosa donna vegana gandhiana filo sivanista pacifista tutta vibrazioni positive tinta all'hennè e danza del ventre. la ruspa sarà mica un pò troppo tecnologica? difficile trovare un argano trainato da buoi, qua dentro. E poi non potrei sopportare l'idea di un piccolo taz sbeffeggiato dagli altri bambini sulla spiaggia con le loro belle ruspe multifunzioni e telecomandate. non me lo perdonerei .
quand'ecco che mi appare. è lui. il dono. Un pied a terre in lego tutto da costruire con tanto di scivolo e giardino. sopra, in posa plastica da pupazzo impettito e pieno di se, i coinquilini: l' uomo ragno e ulk. (che ci fanno l'uomo ragno e ulk insieme su un pied a terre con tanto di scivolo?) . I super eroi dell'oggi giorno sfidano ogni pregiudizio dividendo una casetta in lego gialla rossa e blu accessoriata di scivolo e un cespuglio da piantare nel loro giardinetto. altro che quegli antichi della famiglia cuore.
mentre la commessa impacchetta e infiocchetta il mio regalo, mi chiedo: ma l'uomo ragno e ulk, saranno in linea con i precetti gandhiani ? e con la dottrina della non violenza come la mettiamo?
al diavolo le mamme pacifiste. Ogni bambino ha diritto ad avere il suo super eroe. meglio se due.
vorrei mettere le mani avanti, giusto per non ritrovarmi a casa un cespuglio di mimosa, odio la mimosa. puzza e perde pallini che poi mi tocca raccogliere. e svuotare il sacchetto del folletto che è sempre un lavoraccio.
lascio dunque un piccolo vademecum per colui che dovrà fare di me domani la regina per un giorno.
amore, se passi da qua: seleziona area di stampa - ok stampa - prendi matita e spunta - punto per punto. caro.
- sarebbe oppurtuno portare il cane a lavare . potresti farlo tu . il numero del lavacani 'larcadinoè' lo trovi sull'elenco. devi prendere l'appuntamento . ecco, fammelo trovare bello pulito profumato e cotonato. sai quanto amo sprofondare mani e faccia dentro quel cumulo di pelo, sai quanto puzza ultimamente.
- ci sarebbe da sistemare il giardino. giusto una rastrellatina. gli stronzi di ciro sono pronti per essere raccolti. belli secchi al punto giusto.
- già che sei in giardino, dai una scrollatina al limone. occorre ben staccarli quei fruttini profumati e tutti gialli. prima che si secchino anche loro.
- no, aspetta, non rientrare. hai presente quell'aiuola con le calle e le ortensie rosa e azzurre? ecco, vedi per caso delle calle o delle ortensie rosa e azzurre ? no, infatti, sono morte. stecchite. tutte. eppure è stato un inverno tanto mite. bà. vai a capire. ci sarebbe da dare una bella tagliata. alle une e alle altre. che così mi fanno tristezza, e sai quanto patisco la tristezza, io. per favore, senza che io veda, dai un bel taglio, netto. via.
- fammi trovare il letto fatto, mi raccomando, lenzuola fresche e pulite . già che ci sei, amore mio, una pulitina al pavimento. e non dimenticare i ragni sul soffitto.
- per cena vedi tu. qualcosa di leggero. sai che sono a dieta (due spaghi con vongole e pomodorini potrebbero tranquillamente rientrare nella tabella del mio nuovo regime ipocalorico, e un bel pescetto fresco al forno poi ) . basta che non manchi il vino, quello sì, anche se sono a dieta. sono pur sempre la regina per un giorno.
- ti ricordi quel film di paura che da tanto ho voglia di vedere ma che tu non vuoi vedere e che io da sola non vedo perché se no ho paura? ecco. "le colline hanno gli occhi" il titolo. che ne dici di un bel film di paura dopo che hai lavato i piatti?.
ps- sappi che fingerò grande stupore . e che ai miei occhi, sarà tutto frutto di tua amorevole spontanea volontà.
rosa sedeva sempre lì, la stessa sedia, quella davanti alla finestra. appogiata sulle gambe teneva una scatola di latta. sopra, le sue mani . lunghe dita, storte come rami tremolanti, tese, a custodire.
rosa aveva piccoli occhi azzurri, minuscole fessure socchiuse, e guance rosse di capillari rotti.
rosa sapeva di terra, di semina e raccolta quando è il momento giusto. di sveglia all'alba e galline a razzolare per l'aia . aveva quel profumo di zuppa sulla stufa a riscaldare, di bucato fatto a mano e steso al sole ad asciugare.
cosa tiene in quella scatola? le domandai un giorno. ma rosa non rispose. solo aprì un poco gli occhi socchiusi e mi fissò . occhi liquidi. acqua immobile di lago.
le vocine stridule di vecchine sedute in cerchio nella sala della televisone intonano in coro un'antica canzone : noi siam come le lucciole, brilliamo nelle tenebre... mordi rosicchia divora....
e poi ridono, maliziose. bambine dai capelli bianchi e blu.
mi siedo accanto a rosa. semplicemente sto, come lei, a fissare quella finestra che ho davanti. un fazzoletto immobile di cielo e terra . il mondo fuori. incorniciato da una tenda bianca.
la volta dopo ancora, mi siedo accanto a lei. non un gesto, non una parola. e così via le volte successive, finchè un giorno rosa, appoggia la sua mano sulla mia. come a dire aspetta, non te ne andare. ho qualcosa che ti vorrei mostrare. ed apre la sua scatola di latta.
accarezza un bottone di stoffa bianca, lucida. è un bottone prezioso, forse era un vestito da sposa. un fiore rosa di stoffa, a ornare i capelli, chissà, magari nei giorni di festa. la foto sbiadita di un bimbo paffuto. dritto e impettito sulle sue gambette nude, pantaloni corti e una maglia spessa di lana. è tirato a lustro, ben pettinato, la riga da un lato.
un'altra foto ancora. un uomo e una donna. sono giovani , belli. lei porta orecchini di perla e un cappellino vezzoso,sorride timida, appena. lui pare un attore di quelli anni trenta. ha uno sguardo intenso, fiero, autoritario, severo.
nell'ultima foto c'è un uomo in uniforme. fermo in posa. come a voler lasciare un ricordo preciso, ufficiale, di quelli che son poi da incorniciare. da guardare tutti i giorni, da non dimenticare. chissà se parte o se ritorna. chissà se poi è ritornato.
rosa mi mostra un centrino ricamato. un cucchiano, forse d'argento. una spilla . orecchini di perla. un anello, una fede nuziale, un nome e una data incisi sopra. una promessa di vita. un rocchetto di spago. un ditale da cuicito. una piccola cornice. c'è una bambina, là dentro, occhi vispi e lucenti, il sorriso impacciato. rosa richiude la scatola di latta. le mani , posate lievi sopra , a vegliare su quegli scampoli di vita. a custodire tremolanti il suo tesoro.